Guardo e riguardo Ariel che si muove al ritmo di una musica interiore. Vedo la forza e la perfezione di ogni gesto, il palpitare del respiro, il ritmo ondoso dei movimenti. Guardo, riguardo e mostro il video a tutti quelli che mi stanno vicino perché trovo insopportabile tenere per me questo splendido miracolo dell'artificio teatrale. La corda c'è, si vede. Lo sappiamo, caro Maestro, che nel mondo reale non si vola. Eppure Giulia Lazzarini sembra nata per farlo. Il suo volo è così lieve da sembrare naturale. Se ci si ferma a riflettere però appaiono subito alla mente interminabili e faticose prove, immancabili errori e goffaggini, paura, dolore, stanchezza. Un'esecuzione così perfetta può nascere solo se sostenuta da un'impalcatura costruita un pezzettino alla volta con pazienza e coraggio.
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giovedì 28 febbraio 2013
mercoledì 19 settembre 2012
Ma che film la vita
Il calendario dice che i giorni si staccano dal presente uno a uno, l'orologio batte il tempo per ricordarmi che sono tante le cose da fare in ogni momento, il telefono squilla e mi dice che qualcuno ha bisogno di un piacere, vuole vendermi un'enciclopedia sul paramecio o, più raramente, vuole sentire la mia voce per accertarsi che io ci sia.
Il fine settimana appena trascorso mi ha vista gravitare in un universo parallelo, in cui il telefono non prendeva, il calendario si è suicidato gettandosi dal chiodo e l'orologio ha avuto un infarto con improvvisa sospensione del battito. Questo universo si chiama teatro.
Ho avuto la fortuna di partecipare al seminario di tre giorni organizzato da Stradanova per scegliere la squadra allargata da cui usciranno attori e aiuto registi per l'allestimento di "Sacrificio" ed è stata un'esperienza travolgente.
giovedì 2 agosto 2012
"Sacrificio" e la nuova strada
Considerazioni di una candidata aiutoregista.
Di Maira Forti (Tartamaca).
Noi bibliotecari, si sa, siamo campioni olimpici di ginnastica culturale fantasiosa: ci slanciamo sulle parallele di bilancio e aspettative, che non si incontrano mai; piroettiamo con alterni umori tra "Il Signore degli anelli" di Tolkien e "L'anello" di Danielle Steel; saltiamo sui cavalli dei best seller per cercare di afferrare qualche libro sconosciuto, che se ne sta lassù, nell'Olimpo della piccola editoria; facciamo i salti mortali tripli per movimentare il deserto dei Tartari che ci circonda.
Di Maira Forti (Tartamaca).
Noi bibliotecari, si sa, siamo campioni olimpici di ginnastica culturale fantasiosa: ci slanciamo sulle parallele di bilancio e aspettative, che non si incontrano mai; piroettiamo con alterni umori tra "Il Signore degli anelli" di Tolkien e "L'anello" di Danielle Steel; saltiamo sui cavalli dei best seller per cercare di afferrare qualche libro sconosciuto, che se ne sta lassù, nell'Olimpo della piccola editoria; facciamo i salti mortali tripli per movimentare il deserto dei Tartari che ci circonda.
Quando ci capita di imbatterci in qualche idea culturale innovativa siamo attirati come le api dai fiori (o come i tafani dalle mie gambe, paragone più calzante in questi giorni). Proprio per questo quando sono incappata nel bando per i provini di "Sacrificio", mi sono lasciata prendere all'amo dall'idea di superare il campanilismo e di mettere in scena uno spettacolo trentino di alto livello, con competenze selezionate e obiettivi ben definiti.
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