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venerdì 12 aprile 2013

L'umana macchina di "Sacrificio"

Di Daniela Vaia

Daniela Vaia sul palco
Tutto comincia per caso, e quasi involontariamente ti trovi catapultata in una nuova realtà... vieni travolta da un nuovo mondo, per te quasi del tutto sconosciuto... al primo colloquio arrivi impreparata, in modo quasi vergognoso oserei dire... poi, man mano che procedi su questa nuova via, ti senti incuriosita, rapita e coinvolta... non solo ti trovi a studiare e meditare su testi di opere famose, ma cosa ben più importante, ti trovi davanti temi che accomunano una gran percentuale di giovani del nostro territorio...  temi da prendere con le pinze perché sono ormai diventati talmente comuni che non si sa in che modo affrontarli.

giovedì 27 dicembre 2012

E' difficile!

Di Daniela Vaia


Intraprendi un percorso nuovo, imprevedibile, affascinante, divertente, burrascoso, impegnativo... un percorso del tutto diverso dalle "commediole" brillanti del tuo piccolo paese... e lo fai con la leggerezza della novità... con il fascino di un progetto che ti coinvolge da vicino... perché chi nella sua vita non ha mai avuto a che fare, se pur anche indirettamente, con le tematiche trattate da Sartori nel suo libro? Allora ti tuffi a pesce nei provini, nei seminari, nelle prove, con l'entusiasmo di una bambina... ma probabilmente lo fai nel modo sbagliato perché vieni catapultata in un nuovo contesto dove non ti si chiede solo la battuta imparata a memoria come un robot, ma ti si chiede di buttarti con corpo e anima nel testo e nel personaggio che ti è stato assegnato... e subito vieni invasa da dubbi, ansie, preoccupazioni, da senso di inadeguatezza, e allora ti fermi impietrita a pensare: "strano, io ero convinta che appena metti piede sul palco i tuoi pensieri e i tuoi problemi devono sparire"... invece ti viene detto che sei troppo forte nel fare l'esercizio, quando in realtà non sei forte per niente, ma ti sei imposta di essere meno paranoica e meno fragile nell'affrontare questa nuova ed affascinante avventura... in realtà sei troppo sensibile, al punto di rischiare di scoppiare a piangere se metti te stessa nel personaggio... tanto sensibile da rischiare di starci male vivendo con Katia parte delle tue giornate... ma quello che più ti butta a terra è il senso di inadeguatezza che provi durante le prove... senti di sbagliare sempre e comunque: "se non si fa dovresti fare di più, e se si fa stai facendo troppo!"... è difficile trovare il giusto equilibrio se per tre incontri di prove si è cercata e trovata una via per interpretare il personaggio, e al quarto incontro ti viene detto di cambiare tutto... è difficile non uscire dal teatro sconvolta e abbattuta se quelli che ricevi sono solo rimproveri... è difficile tirare fuori il meglio di te se non capisci il modo giusto per farlo... ma questo è il ruolo dell'attore, ed è così affascinante che neanche le più dure "tirate d' orecchi" mi fermeranno nel provare a farlo... 



mercoledì 31 ottobre 2012

Allora sì che il gioco diventa pericoloso e si rischia davvero di non uscirne mai...

Di Daniela Vaia

Tante cose nella testa... tante cose da dire... tanti pensieri da formulare... ma quando mi ritrovo in mezzo ad altri ragazzi semisconosciuti tutto si blocca... i pensieri si sfumano in un silenzio imbarazzante... un po' come Marta che cerca di dire quello che sente ma non del tutto ci riesce. Viene bloccata dalla sua personalità, dal suo timore di dire le cose come sono realmente per paura di allontanare o di perdere ciò che al mondo ha di più caro... è forse un po' una realtà che accomuna i giovani di oggi, che spesso si chiudono nel loro piccolo mondo e non hanno la forza e nemmeno la voglia di guardare all'esterno... Si creano uno spazio limitato dove pochi possono entrare; dove si consumano divertimento, sballo ed eccessi... un angolo di paradiso dove tutto sembra perfetto: gli amici sempre pronti a far festa, alcool e droga con cui sballarsi sempre a portata di mano, regole inesistenti per divertirsi tutto il tempo che si vuole... Nella nostra società questa, purtroppo, è una realtà sempre più presente, non solo tra i ventenni, ma anche e soprattutto tra i ragazzini non ancora maggiorenni... Ragazzini che sempre più facilmente si procurano la " roba " da soli, che sempre più ignorano le regole, che sempre più rischiano di dimenticare i veri valori della vita  e di buttare via le occasioni che essa offre perché travolti da un mondo parallelo che sembra darti tutto ma che in realtà ti da solo astinenza, tristezza e solitudine... Non si negano a nessuno le proprie esperienze, anche perché non si impara se non da quelle e dai propri errori; ma se una volta sperimentato non si riesce ad uscire da quel circolo vizioso allora sì che il gioco diventa pericoloso e si rischia davvero di non uscirne mai...