giovedì 30 maggio 2013

La pietà di Sacrificio

Di Paolo Gardini

Di seguito il testo di un'e-mail di Paolo... a rischio di confermare le voci che mi danno per vanesio... non mi è mai successo di condividere una lettura cosi profonda, colta e carica di sincera emozione di una fotografia ed in particolare di questa, che per qualche mistero della mente, emoziona anche me potendo osservarla per la situazione di sofferenza e "comprensione" che rappresenta, pur consapevole della finzione che si cela dietro ad essa. Flavio Torresani
Caro Diego-Flavio, non so quanti vi abbiano scritto a proposito della fotografia scelta come immagine di Sacrificio, io la trovo splendida. Credo che persino Caravaggio ne sarebbe fiero, con il buio più nero tagliato da una radente e affilata lama di abbacinante luce laterale tipica delle sue rappresentazioni. Una composizione di raro equilibrio pur nella studiatissima asimmetria, perfettamente bilanciata sull'asse volto-volto-mano-gamba e di lato il tuo corpo leggero, sfumato e sospeso.Geniale il fascio delle tre linee rappresentate dalle gambe di Marta-Barbara e dal raggio luminoso, esaltato dall'ombra decisa sul tuo viso.

venerdì 12 aprile 2013

L'umana macchina di "Sacrificio"

Di Daniela Vaia

Daniela Vaia sul palco
Tutto comincia per caso, e quasi involontariamente ti trovi catapultata in una nuova realtà... vieni travolta da un nuovo mondo, per te quasi del tutto sconosciuto... al primo colloquio arrivi impreparata, in modo quasi vergognoso oserei dire... poi, man mano che procedi su questa nuova via, ti senti incuriosita, rapita e coinvolta... non solo ti trovi a studiare e meditare su testi di opere famose, ma cosa ben più importante, ti trovi davanti temi che accomunano una gran percentuale di giovani del nostro territorio...  temi da prendere con le pinze perché sono ormai diventati talmente comuni che non si sa in che modo affrontarli.

La ricetta di "Sacrificio"

Di Valentina Caresia

Ricordi del primo provino
Non ero nemmeno arrivata alla fine della mail in cui mi comunicavano dei casting per  "Sacrificio" che già avevo risposto. Mi ero detta che finalmente c’era una valida opportunità per noi giovani appassionati di teatro, un progetto particolare e stimolante.
Avevo atteso il primo casting e una volta lì, capito meglio il percorso, già desideravo farne parte.
Poi il secondo provino sul palco, nelle battute del “Fool”, a provare e riprovare toni e intenzioni...
E “allora verrà il tempo, per chi vivrà per vederlo” del terzo di casting, dei tre giorni lunghi, intensi, veri e vivi. Un seminario intensivo su Shakespeare, con altri ragazzi motivati ed entusiasti, terminato con lacrime di gioia per aver ricevuto l’opportunità di vivere il corso e altre meno felici per i ragazzi esclusi.
Un lungo inverno in coppia con Barbara, insieme per lo stesso ruolo, a cercare “Anna”, sentirla, respirarla, muoverla e smuoverla dentro noi stesse.

martedì 12 marzo 2013

Giulia Lazzarini ha seminato dubbi e azioni

Di Alessia Dorigoni

Premesso che meglio agitarsi nel dubbio che riposare nell'errore (A. Manzoni)...

Lode del dubbio
B. Brecht

Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.

Pensieri germogliati dal seminario con Giulia Lazzarini

Di Valentina Caresia


Ho questo foglio word aperto da mesi, l’ho nominato “da finire”… ma sarebbe meglio modificarlo in “da iniziare”. Ho scritto ovunque in questi mesi tranne qui. Ho appunti, frasi, citazioni, sensazioni su vari quaderni, ma non su questo foglio che avrei voluto riempire proprio di queste. Non era mai il momento giusto per riprenderlo in mano, a volte ero stanca, a volte affranta dalle prove, a volte troppo felice per trovare parole … ma stasera non sono ancora pronta per mettermi a letto, non sono pronta per spegnere la testa … sono ancora emozionata da questi due giorni, dall’incontro con Giulia Lazzarini, da questa opportunità. Rapita da uno sguardo così tenero, sensibile, sereno non riesco a prendere sonno… risuonano nella mente le sue parole aggraziate, rispettose, piene di significati… ho ancora voglia di rimanere con voi…

giovedì 28 febbraio 2013

Una "Tempesta" di sogni

Di Maira Forti



Guardo e riguardo Ariel che si muove al ritmo di una musica interiore. Vedo la forza e la perfezione di ogni gesto, il palpitare del respiro, il ritmo ondoso dei movimenti. Guardo, riguardo e mostro il video a tutti quelli che mi stanno vicino perché trovo insopportabile tenere per me questo splendido miracolo dell'artificio teatrale. La corda c'è, si vede. Lo sappiamo, caro Maestro, che nel mondo reale non si vola. Eppure Giulia Lazzarini sembra nata per farlo. Il suo volo è così lieve da sembrare naturale. Se ci si ferma a riflettere però appaiono subito alla mente interminabili e faticose prove, immancabili errori e goffaggini, paura, dolore, stanchezza. Un'esecuzione così perfetta può nascere solo se sostenuta da un'impalcatura costruita un pezzettino alla volta con pazienza e coraggio.

giovedì 3 gennaio 2013

Riflessioni a partire da un articolo del Trentino sul bracconaggio

Di Luca Dapor


Nel dramma Sacrificio troviamo contrapposti due personaggi, due fratelli, Aldo e Diego che incarnano due modi opposti di vivere non solo la vita ma la natura stessa (non solo quella umana). Il primo, il maggiore, è un bracconiere, come lo era suo padre e come lo sono tanti del paese e della valle; il secondo è una guardia forestale, che lavora per il Parco e difende esattamente ciò che il fratello maggiore Aldo vorrebbe non esistesse: il Parco.
Diego afferma che senza il Parco ci sarebbero meno animali e le montagne sarebbero ricoperte di cemento, ed Aldo risponde che senza il Parco ci sarebbero gli stessi animali ma molti più soldi.

giovedì 27 dicembre 2012

E' difficile!

Di Daniela Vaia


Intraprendi un percorso nuovo, imprevedibile, affascinante, divertente, burrascoso, impegnativo... un percorso del tutto diverso dalle "commediole" brillanti del tuo piccolo paese... e lo fai con la leggerezza della novità... con il fascino di un progetto che ti coinvolge da vicino... perché chi nella sua vita non ha mai avuto a che fare, se pur anche indirettamente, con le tematiche trattate da Sartori nel suo libro? Allora ti tuffi a pesce nei provini, nei seminari, nelle prove, con l'entusiasmo di una bambina... ma probabilmente lo fai nel modo sbagliato perché vieni catapultata in un nuovo contesto dove non ti si chiede solo la battuta imparata a memoria come un robot, ma ti si chiede di buttarti con corpo e anima nel testo e nel personaggio che ti è stato assegnato... e subito vieni invasa da dubbi, ansie, preoccupazioni, da senso di inadeguatezza, e allora ti fermi impietrita a pensare: "strano, io ero convinta che appena metti piede sul palco i tuoi pensieri e i tuoi problemi devono sparire"... invece ti viene detto che sei troppo forte nel fare l'esercizio, quando in realtà non sei forte per niente, ma ti sei imposta di essere meno paranoica e meno fragile nell'affrontare questa nuova ed affascinante avventura... in realtà sei troppo sensibile, al punto di rischiare di scoppiare a piangere se metti te stessa nel personaggio... tanto sensibile da rischiare di starci male vivendo con Katia parte delle tue giornate... ma quello che più ti butta a terra è il senso di inadeguatezza che provi durante le prove... senti di sbagliare sempre e comunque: "se non si fa dovresti fare di più, e se si fa stai facendo troppo!"... è difficile trovare il giusto equilibrio se per tre incontri di prove si è cercata e trovata una via per interpretare il personaggio, e al quarto incontro ti viene detto di cambiare tutto... è difficile non uscire dal teatro sconvolta e abbattuta se quelli che ricevi sono solo rimproveri... è difficile tirare fuori il meglio di te se non capisci il modo giusto per farlo... ma questo è il ruolo dell'attore, ed è così affascinante che neanche le più dure "tirate d' orecchi" mi fermeranno nel provare a farlo...